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 Scritto del 11/09/2007 << torna all'elenco
Articoli della stampa sul disco "Mi sa che stanotte..."
XL DI REPUBBLICA maggio 2006
Se Mondo Marcio è l’Eminem italiano, loro sono i Public Enemy, la CNN del movimento e della borgata. Veterani del rap sulla scena da più di sedici anni. In copertina Militant A fa il verso a una celebre posa di Malcom X, ma pensa a immigrati, precari, e tutti gli “anelli deboli” della società globalizzata. Rime dure e pure come diamanti, basi funkettosamente old schol e dub. Produce Max “Subsonica” Casacci, una garanzia.
(Elisa Manisco)

ROLLING STONE giugno 2006
La miscela funziona e ancora una volta si rivela ad alto potenziale, con basi che offrono tappeti di diverso dinamismo a ogni brano e rime che uniscono sincerità e immediatezza, poesia e forza, realtà e coscienza. Un ritorno limpido e convincente.
(Federico Fiume)

IL VENERDI 26 maggio 2006
Torna Militant A con i rapper più militanti, appunto, d’Italia, e la musica non cambia: cantano Ribelli a vita e che Stress i Ross, e con Max Casacci dei Subsonica trasformano slogan in musica, tra Eminem e il dub dei Clash.
(Angelo Aquaro)

RUMORE maggio 2006
Un disco che non si ascolta ma si vive. E quante emozioni nel viverlo… E quante volte si ha bisogno di riascoltarlo, riviverlo e riemozionarsi. Una droga. Consapevolmente e felicemente Ribelli a vita!
(Barbara Santi)

IL MUCCHIO maggio 2006
“Scorre come un film”, il nuovo album di Assalti Frontali, con i suoi dodici brani legati assieme in un’unica sequenza di quarantasei minuti che racconta - con toni lividi ma anche estremamenti lirici – quella che probabilmente è la più intensa e bella storia di hip-hop (hip-hop contro, va da sé) da sempre vissuta qui in Italia.
(Federico Guglielmi)

ROCK STAR maggio 2006
Un album da ascoltare e riascoltare, che ricorda ancora una volta la funzione del rap, genere musicale nato nelle cantine della piramide sociale per elaborare una rivoluzione di rime che facesse fiorire i cervelli del ghetto. Un comandamento che gli Assalti continuano a non tradire.
(Andrea Morandi)

BLOW UP giugno 2006
Anno Domini 1990. Dalle frequenze dissidenti di Radio Onda Rossa, un gruppo di giovani studenti romani -tra visione e incoscienza- innesca una bomba destinata a mutare drasticamente la comunicazione musicale di casa nostra. ‘Assalti’ è figlia di un onda nuova che –tra strappi e strattoni- porta in dote una boccata di aria fresca nella tradizione autoriale nostrana. Militant A, voce e penna principale del gruppo, emerge in breve come uno dei più importanti innovatori del linguaggio ‘pop’ nazionale.
(Mauro Zanda)

ROCKERILLA maggio 2006

La musica di “Mi sa che stanotte..” è stata prodotta artisticamente da Max Casacci e dalla crew di “Casasonica”. Il risultato? Suono “Assalti frontali” leggermente modificato. Il disco non perde smalto neppure nel finale. Il cocktail funziona: un sorso lungo e ricco, ed entra in circolo.
(Francesco Casuscelli)

ROCK SOUND giugno 2006
La sesta prova in studio per Assalti Frontali coincide con uno dei capitoli migliori della carriera di Militant A, rinfrancato dalla collaborazione con Max Casacci e con il team di CasaSonica, che per “Mi sa che stanotte…” hanno approntato delle basi incendiarie (ma non bisogna sottovalutare l’aaporto del giovane Bonnot) su cui il rapper, accompagnato da Pol G e Glasnot, può snocciolare le sue rime, al solito corrosive e interessanti.
(Guido Amari)

LEFT/AVVENIMENTI 19 maggio 2006
La band aveva un’urgenza: raccontare una storia che sa di polizia e di notti insonni, di anni ottanta e di voglia di affermare i propri diritti. Così la crew ha deciso che Mi sa che stanotte…era un disco da scrivere in fretta e da produrre con cura. E dopo aver assemblato le sue rime si è chiusa per un mese nella Casasonica di Max Casacci dei Subsonica e da lì hanno tirato fuori una musica urbana dal sapore old school: tutta parola e ritmo, come insegnano Beastie Boys e Run DMC. Perché, è vero, anche da noi l’hip hop sembra tornato all’attacco delle classifiche: “Ma per arrivare davvero alla gente bisogna saper trasformare le proprie rime in comunicazione”.
(Emiliano Coraretti)

GROOVE - MAGGIO 06
Il risultato dell’incontro tra la cura del testo di Militant A e la cura del beat di Casacci è un disco che resta fedele alle idee politico-sociali di protesta del gruppo, ma che allo stesso tempo si caratterizza per un rinnovamento musicale significativo nel’ambito dell’evoluzione dello storico collettivo romano. Percorso da una febbrile e autoironica tensione paranoica, le tracce scivolano su uno stuolo ritmico ben definito, dove al suono sintetico fa da contrappunto la dialettica metrica di Militant A.
(Groove – Davide Grossi)


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