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 Scritto del 27/09/2007 << torna all'elenco
"Mi sa che stanotte..." miglior album del 2006 al MEI

Intervista di Luca Gricinella a Militant A,  subito dopo l'annuncio che il disco di Assalti frontali ha vinto il premio miglior album al Meeting delle etichette indipendenti di FaenzaL’intervista di Luca Gricinella a Militant A

Luca Gricinella: Premio come miglior album indipendente dal MEI: che effetto ti fa?

Militant A: Un bell'effetto. "Mi sa che stanotte..." merita questo riconoscimento. Ogni volta che lo risento penso che è riuscito proprio bene. fa piacere dopo tanti anni in cui siamo stati un pò emarginati dal giro musicale perché considerati quasi solo un gruppo politico arrivare a essere chiamati per il miglior disco. Ti potrei dire che il nostro premio ce lo danno i fratelli e le sorelle che ci vengono a vedere ai concerti, il loro amore. Ma ora sono contento di questo. Ho saputo che 46 giornalisti su 50 hanno votato per noi e questo è qualcosa di grande. 

 

L. G.: Sul MEI come manifestazione hai qualche riserbo? Pensi sia gestita in maniera valida? (Te lo chiedo perché in passato ci sono state polemiche su certi invitati...)

M. A: Sono stato solo una volta al MEI e l'ho visto come una gran babilonia. Una specie di fiera orientale con i banchetti e i gruppi che si esibivano quasi a ogni angolo della grande struttura. Insomma la base è bella e partecipata. Dell'organizzazione vera e propria conosco poco, so che spesso premiano e chiamano artisti major per richiamare l'attenzione e questo ha creato giustamente risentimenti. Se si chiama "indipendente", deve essere tale. Io personalmente ho avuto uno scontro verbale a un dibattito sui nuovi canali distributivi con un delegato della compagnia telefonica "3" che si proponeva come alternativa.... Certo non l'ho fatto passare liscia ed è uscito tra i fischi.

 

L. G.: L'indipendenza nel mercato discografico dunque funziona ancora? Che tipo di prospettive ha secondo te?

M. A: l'indipendenza manda avanti la musica, da qui nascono le novità, solo qui si fanno davvero le ossa gli artisti, poi arrivano le major e a quel punto la lotta si sposta sui rapporti di forza: sei solo contro un gigante ma ce la puoi anche fare a resistere un pò. La sfida di sempre è se le etichette indipendenti possono gestire anche i passaggi successivi di un artista che si afferma, insomma a arrivare a vendere che so 100.000 copie. Questa è una cosa difficile perché il sistema delle radio e delle televisioni è strutturato in maniera molto precisa, esiste una specie di GEA anche nella musica, per cui se non entri in alcuni ambienti di business, non passi oltre una certa soglia. "Mi sa che stanotte...", ad esempio, per quanto molto brillante dal punto di vista produttivo è sempre stato bloccato in alcune radio grandi e quindi se non vieni passato non vieni neanche conosciuto

 

L.G.: Prima si citavano i "nuovi canali distributivi"; dopo tutti questi anni in cui è stata testata - dall'alto e dal basso - come vedi la faccenda del download oggi? (Per esempio: vale ancora il "vecchio" invito a registare e diffondere?)

M.A: La vedo bene. E' chiaro che tutti scaricano tutto, e fanno pure bene. E' un movimento positivo di condivisione in cui vale la pena di starci dentro. Noi durante i concerti regaliamo sempre dei cd raccomandandoci a chi li prende di masterizzarli e metterli in internet. Per le etichette indipendenti e per chi non ha grandi mezzi di promozione è un mezzo meraviglioso per girare e far consocere la propria musica. Poi se piace chi è interessato scava e cerca altre cose del gruppo, magari si prende l'originale soprattutto quando costa 10 euro come nel caso dei cd del manifesto, che sono un prezzo giusto che si può spendere. E poi viene ai concerti che è l'unico vero mezzo di sussistenza economica per il 95% dei gruppi musicali

 

L. G.: LA musica può essere messa in competizione? Faccio un parallelo con quanto dicevano Godard & co nel 68 col cinema...

musica=arte... può esserci una gara di merito?

M.A: Ti ho detto che il nostro vero premio ce lo da l'amore di chi ci segue...ma a volte succede che ci si riunisce tutti, una volta all'anno, e si fanno degli incontri e delle suonate e delle bevute e in queste occasioni ci sono degli adetti ai lavori che dicono chi gli è piaciuto di più nell'anno... vale quello che vale, ma questa volta hanno scelto noi.

 

L.G.: Pensi che questo premio possa dare una nuova spinta al disco? Interessi diversi, di altri ambienti, per esempio? Come le radio che citavi prima, per esempio...

 

M.A: Lo spero. "Mi sa che stanotte..." merita di essere conosciuto da molte più persone di quelli che già ce l'hanno. E' un disco che dà la carica, è pieno di emozioni e di visioni, è prodotto a Casasonica da Max Casacci e il suo gruppo e si sente benissimo. Perché nopn dovrebbe andare ovunque? solo perché ci chiamiamo Assalti? Stiamo preparando anche due video che sono in fase di montaggio. Girati uno durante un viaggio in treno e l'altro durante una manifestazione a Padova a via anelli, ci sono centinaia di comparse, uno specie di reality di movimento con finale col botto

 

L.G.: Sempre rispetto al mercato musicale: l'etichetta indipendete, l'indipendenza sul mercato, è un palliativo rispetto all'autoproduzione? (questa è l'ultima, dai...)

M.A: per me la puoi pure saltare... scherzo.

 

L.G.: Tira in ballo troppe cose?

M.A: l'autoproduzione la devono fare tutti. è una palestra di vita. Un mese fa ho partecipato al Da bomb 06 come giuria in una gara per gruppi hip-hop emergenti. Ognuno aveva fatto il proprio cd e alcuni molto belli di ragazzi che hanno sedici anni... magari tra qualche anno saranno in cima alle classifiche...questo per dire che la creatività parte da lì, ma poi va organizzata e strutturata e le etichette indipendenti sono un passo in questa direzione.


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